Finanziarsi a Milano: perché è diventato così complicato

La crisi economica in Italia ha colpito in maniera indifferente il nord e il sud del nostro paese e anche Milano, la capitale economica dello stivale, non è rimasta purtroppo indifferente. Una delle conseguenze della crisi economica italiana è stata la sempre crescente difficoltà di ottenere credito da parte dei privati e delle aziende. Ma perché è diventato così complicato riuscire a finanziarsi?

Per i privati, la situazione attuale ha portato tanti a perdere lavoro e sappiamo che senza un impiego è praticamente impossibile riuscire a trovare una banca o una finanziaria che dà in prestito una somma di denaro di qualsivoglia entità. Il lavoro dipendente o autonomo sono solitamente le prime due garanzie che qualunque istituto di credito richiede per prestare denaro e la presenza del solo garante, per quanto affidabile possa essere, spesso non è ritenuta sufficiente.

Per quanto riguarda le aziende, invece, sono sempre di più quelle in crisi, che stanno facendo registrare minori vendite e che hanno i fatturati in calo. Questo porta gli istituti di credito a dubitare di tali imprese, che non vengono viste come sane al 100% e, dunque, non sono finanziabili.

Eppure basterebbe davvero poco per poter migliorare la situazione. Sarebbe sufficiente spronare le agenzie di prestiti a Milano, le banche commerciali e le società finanziarie a dare nuovamente credito ai privati e alle imprese per far ripartire l’economia. Quando si ha la sicurezza di poter chiedere un prestito e di non vedersi rifiutata la domanda, si investe con maggior libertà.

A chi il compito di invogliare gli istituti di credito e finanziari a riaprire i rubinetti? Sicuramente è il governo che deve iniziare a fare qualche cosa, a offrire garanzie e benefici alle banche affinché possano prestare più denaro, poi deve muoversi in questa direzione anche la Banca Centrale Europea, e non sempre abbassare i tassi di interesse per invogliare le banche a prestare invece che depositare presso la BCE stessa, è una soluzione che ha effetti positivi.

Insomma, le carte da giocare ci sono, questo è fuor di dubbio, quello che rimane da valutare è se si ha la voglia di volvere calare sul tavolo.