Cos’è successo a Pirelli?

Pirelli è una delle più grandi aziende del panorama industriale italiano, una di quelle che ha saputo dimostrare una crescita e una solidità come poche altre nel nostro paese. Nata nel 1872 a Milano, l’azienda ha saputo affrontare il cambiamento che le epoche hanno necessariamente richiesto per non soccombere e oggi è, di fatto, una delle società a maggior fatturato in assoluto.

Da oltre 20 anni sulle casacche dell’Inter come main sponsor e da diverse stagioni uno dei fornitori della Formula 1, con gli pneumatici Pirelli che sono su tutte le monoposto, l’azienda di Milano è un’impresa che ha fatto storia, da ogni punto di vista.

Guidata dall’a.d. Marco Tronchetti Provera è tornata ancora una volta alla ribalta delle cronache qualche tempo fa, quando l’imprenditore milanese ha deciso di venderla ai cinesi di Chem China.

Cos’è successo a Pirelli e perché è stata venduta?

La motivazione principale è legata a questioni di grandezza e, in questo caso, la crisi non c’entra assolutamente nulla (anche perché il fatturato 2015 è in aumento rispetto all’anno precedente). Il motivo è che Pirelli è rimasta piccola rispetto ad altre realtà internazionali che, invece, sono riuscite ad evolvere e ad ingrandirsi. Prendiamo ad esempio la tedesca Continental o la giapponese Bridgestone, due aziende che sono diventate grandissime anche grazie all’aiuto dei rispettivi governi. L’Italia non è stata capace di fornire a Pirelli gli aiuti giusti per poter crescere, eppure il management che ha sempre guidato l’azienda è ritenuto essere uno dei migliori in assoluto. Basti pensare che lo stesso Governo italiano non  si è mosso e non ha praticamente aperto bocca quando si parlava della vendita di Pirelli ai cinesi di Chem China, eppure avrebbe dovuto perché stava per perdere un altro pezzo di imprenditorialità.

Anche Fiat è fuggita dal nostro paese, il suo CEO Sergio Marchionne ha visto bene di chiudere la baracca in quel di Torino e spostarla oltreoceano, a Detroid, la città delle auto americane, lì dove è nata la Ford, tra le altre. Oggi, con il nome di FCA, Fiat affronta sfide di tutt’altro livello rispetto a quelle che poteva fare in Italia. Lo stesso dicasi per Pirelli, l’azienda ora ha tutte le opportunità per poter “volare”.