Marco Tronchetti Provera: un manager nella bufera

Che Marco Tronchetti Provera sia un manager tra i migliori in Italia lo si è capito da diverso tempo: prima il salvataggio di Pirelli da una fine decisamente disastrosa a causa della mancata scalata in Continental dell’azienda di Milano, che ha lasciato un buco economico non da poco, poi la rimessa in ordine dei conti di Telecom Italia e la volontà di espansione anche all’estero (cosa non riuscita anche per problemi che si sono venuti a creare con il governo), inoltre la diffusione di Pirelli in settori sportivi ad ampia visibilità come il calcio (Pirelli è main sponsor dell’Inter, una delle squadre con più tifosi in assoluto al mondo) e la Formula 1 (l’azienda delle gomme è fornitore unico degli pneumatici).

Che la vita di Tronchetti Provera sia tranquilla, però, è un eufemismo: da sempre il manager milanese è nella bufera, prima per alcune cause giudiziarie nelle quali è stato coinvolto e sempre assolto, da ultimo per la cessione di Pirelli ai cinesi di Chem China.

Relativamente alle sue cause giudiziarie, due sono quelle di maggior importanza. La prima è sullo scandalo delle intercettazioni Telecom, quando Tronchetti Provera era ancora manager dell’azienda di telecomunicazioni italiana. La seconda è relativa ad una querela presentata da Carlo De Benedetti, altro imprenditore italiano, che aveva citato in giudizio il milanese per alcune affermazioni che quest’ultimo aveva fatto sul rivale, come ad esempio il fatto che è stato coinvolto nello scandalo del Banco Ambrosiano, o in quello delle Poste Italiane, o ancora che è stato coinvolto dalle vicende di Tangentopoli.

Da ogni accusa, come detto, Marco Tronchetti Provera ne è uscito pulito e indenne.

Da ultimo, la decisione di vendere Pirelli ai cinesi di Chem China ha destato non poco stupore, anche perché è praticamente un altro pezzo dell’industrialità italiana che se ne va, che viene venduta all’estero. Così come Peroni e Fiat prima in ordine temporale, anche l’azienda di Milano è stata venduta. In quest’ultimo caso la motivazione è stata, tra l’altro, nobile: evitare di essere mangiata da competitors più grandi. Una decisione che ha destato scalpore, ma della quale il governo sembra non essersene importato più di tanto. E ora è fatta, Chem China possiede una delle migliori aziende di pneumatici in Italia e in Europa.